Anche il Sole, finalmente, si sveglia
Le prime macchie solari del xxiv ciclo sono comparse sulla superficie della nostra stella, come annunciato da diversi siti di astronomia.
Da qualche mese si attendeva l’inizio di un nuovo ciclo, in ritardo di qualche centinaio di giorni. Giusto il 30 settembre la Nasa aveva annunciato che il 2008 è l’anno più “in bianco” del sole dall’inizio dell’Era Spaziale, da quando cioè il nostro Sole è osservato con metodi moderni. Ben 200 giorni senza macchie.
Contrariamente al comune buon senso, le macchie solari determinano un incremento dell’irraggiamento della stella verso il nostro pianeta, e una bassa attività solare è connessa ad una diminuzione del vento solare (con aumento dell’emissione di raggi gamma dannosi per gli astronauti in orbita terrestre), oltre a una possibile diminuzione della temperatura media della Terra. Se da un lato quindi si spera che questo effetto possa controbilanciare l’effetto serra determinato dall’inquinamento, non si ha nessuna sicurezza sulla futura entità del ciclo, sempre molto discusso.
Gli astronomi ci informano che le due piccole macchie hanno dei semplici campi magnetici, e che quindi non sarà possibile osservare i grandi Flare, imponenti esplosioni con emissione di magma incandescente per milioni di chilometri. I flare sono anche i maggiori responsabili delle Aurore Boreali sulla terra.
Sui futuri sviluppi dell’attività solare ci sono varie opinioni:alcuni pensano che si avrà un massimo storico con enormi attività, altri invece che ci avvicianiamo ad un’epoca di bassa emissione nel medio periodo.
Il respiro vitale della nostra stella però abbraccia un minimo di 22 anni, un tempo troppo lungo per le nostre brevi aspettative.
Antonio Massara