DIY estremo: sedicenne isola dei batteri che divorano la plastica

Visto che oggi siamo in vena di parlare di Fai Da Te estremo, eccovi l’esempio di un brillante sedicenne canadese, che invece di modificare le proprie orecchie per assomigliare ad un elfo ha deciso di risolvere in maniera drastica il problema dello smaltimento dei rifiuti plastici. Realizzare un qualche tipo di progettino come quelli che spopolano su Instructables a Daniel Burd, di Watterloo, Ontario, non bastava e l’aspirante microbiologo ha scelto di applicare il buon vecchio metodo scientifico per condurre alcuni esperimenti fatti in casa al fine di isolare i microbi responsabili della naturale (ma lentissima) biodegradazione della plastica.
Quello che poteva essere un semplice progetto per l’ora di scienze, svolto con l’aiuto di recipienti di fortuna e prodotti casalinghi di uso comune, si è trasformato in una ricerca dall’importantissimo valore scientifico. In pochi mesi Daniel è riuscito ad isolare due gruppi di batteri che messi a coltura nell’agar si sono sviluppati ed hanno dimostrato di essere in grado di velocizzare la degradazione della plastica del 43% se posti alle giuste condizioni di temperatura (circa 37°). Una piccola aggiunta di acetato di sodio, fonte di carbonio, si è poi rivelata utile per velocizzare la crescita dei microbi.
I batteri di Daniel non sono del tutto sconosciuti al mondo scientifico in quanto si tratta di microorganismi appartenenti ai generi Sphingomonas e Pseudomonas. Un ricercatore irlandese ha già dimostrato in passato che i batteri del genere Pseudomonas sono capaci di degradare il polistirene, ma nessuno prima d’ora aveva dimostrato l’efficacia dell’utilizzo congiunto dei due gruppi per la distruzione del polietilene. Non pago dei risultati fin qui ottenuti in scala da laboratorio Burd e il suo insegnante di scienze hanno dimostrato che la coltivazione dei batteri è applicabile anche su più ampia scala, aprendo così il campo a possibili applicazioni industriali del nuovo procedimento di Daniel.
Il progetto ha già fruttato diversi premi al promettente genietto canadese, che è tornato a casa dalla
Da qui si può scaricare direttamente il Report PDF del progetto di Daniel (in inglese).
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