Drinkpeedrinkpeedrinkpee: ricavare fertilizzante dall’urina

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Drinkpeedrinkpeedrinkpee è un progetto artistico ideato da Britta Riley e Rebecca Bray (submersible design) che vuole mettere in discussione il ruolo che i nostri organismi rivestono in un ecosistema più ampio. Il progetto è costituito da un installazione e da alcuni kit per la trasformazione dell’urina in fertilizzante e in scarto liquido non dannoso.

Ecco come descrivono il progetto le due ideatrici:

“Tutti pensiamo alla pipì umana come qualcosa che debba essere pulito via o igienizzato. In realtà l’urina umana è sterile (a differenza delle feci, nell’urina non sono presenti batteri). Questo liquido che produciamo quotidianamente può essere una ricca fonte di cibo se raggiunge la giusta parte del giusto ecosistema. Allo stato attuale, la maggior parte dell’urina umana è trasportata nelle fognature senza essere trattata ed è causa in maniera significativa dell’eutrofizzazione, una condizione tossica causata, negli oceani, dalla proliferazione di alghe dannose. L’eccessiva quantità di azoto e fosforo presente nella nostra urina nutre le alghe (come nel caso della marea rossa) e di fatto soffoca i pesci. Tuttavia grazie un trattamento all’avanguardia delle acque di scarico che viene usato in Svizzera è possibile estrarre fosforo e azoto per adoperarli come fertilizzanti, rendendo il resto dell’urina pressoché innocua per la vita acquatica. Questo kit permette a tutti di utilizzare questa nuova tecnica per fertilizzare le piante con la propria pipì.”

Nell’urina sono spesso presenti anche molte sostanze nocive per l’ambiente che assumiamo attraverso farmaci e alimenti. Tanto per fare un esempio, basti pensare alla quantità di cocaina presente nei tratti di fiume che scorrono in città per capire quanto le sostanze presenti nei nostri scarti liquidi possano diffondersi nell’ecosistema oceanico. Tempo fa a Londra furono analizzate le acque del Tamigi, mentre è di pochi giorni fa la notizia che nelle acque che circondano New York sono state trovate tracce significative di tranquillanti.

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Le due artiste hanno preso spunto dallo studio condotto dagli scienziati del EAWAG Acquatic Research. Si, anche io mi sono chiesto perché un istituto di ricerca sulle acque marine abbia sede in Svizzera, ma non me ne sono curato più di tanto (è un istituto di ricerca internazionale). Ciò che importa è il risultato dello studio degli scienziati Svizzeri che hanno pure ideato un piano per la gestione diversificata degli scarichi liquidi (foto sopra: un water con scarichi separati) in modo da poter estrarre dall’urina il fosforo, l’azoto e le altre sostanze inquinanti per le acque.

L’installazione sarà visibile a New York presso la galleria EyeBeam fino al prossimo 19 aprile. Non sappiamo se il kit sarà disponibile anche per un eventuale acquisto tramite internet. Ci piacerebbe acquistarlo e provarlo, anche se per ottenere dei risultati significativi bisognerebbe rinnovare le reti fognarie cittadine ed adattarle per gestire separatamente gli scarti solidi e gli scarti liquidi, proprio come sperimentato dagli scienziati svizzeri.

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