Google va sott’acqua

Ormai, grazie a Google Earth, ci siamo abituati a viaggiare da un continente all’altro con un click, restando comodamente seduti davanti allo schermo.  Da alcuni mesi possiamo anche scrutare il firmamento utilizzando la funzione Sky e, come se non bastasse, qualcuno ci ha detto che cliccando sulla tastiera i tasti Ctrl+Alt+A azioniamo un simulatore che ci permette di improvvisarci piloti. Ma qualcosa mancava all’appello.

Presto potremo esplorare i paesaggi sommersi delle aree marine protette sparse per il pianeta, grazie ad un layer presentato ufficialmente alcuni giorni fa dal gigante di Mountain view. E sarà un vero e proprio tuffo nelle profondità sottomarine.

Le aree marine protette istituite lungo le coste del globo terraqueo sono attualmente 4500. Luoghi dove la pesca e altre attività commerciali sono limitate o proibite allo scopo di conservare specie marine a rischio, non ancora  accessibili al visitatore virtuale.

L’occasione per la presentazione del nuovo strumento è arrivata con il World Conservation Congress, evento organizzato dalla International Union for the Conservation of Nature di Barcellona lo scorso 6 ottobre, al quale hanno preso parte più di 10.000 scienziati provenienti da 160 paesi e mille tra organizzazioni governative e non.

L’implementazione della nuova funzione è solo l’ultima tappa di un progetto finalizzato a portare la scienza al grande pubblico sotto la consueta forma di navigazione interattiva.

Il file, presto scaricabile con Google Updater, è stato realizzato con il contributo fondamentale di alcuni importanti oceanografi. Tra i partner del progetto, nientemeno che il National Oceanic and Atmospheric Administration negli Stati Uniti, le Nazioni Unite e la società National Geographic, le quali si sono rese disponibili a fornire i contenuti necessari. Cliccando sulle icone delle principali aree marine protette, sarà possibile osservare filmati, gallerie fotografiche e dati annessi.

Non solo. Steve Miller, project manager di Google Earth ha affermato in una recente intervista: “ ci siamo seduti e abbiamo detto: perché non lasciare che gli appassionati di tutto il mondo possano contribuire”. Saranno anche gli utenti, dunque, a partecipare attivamente utilizzando Panoramio per inserire foto e video di siti naturali.

Fonte: http://www.washingtonpost.com/wpdyn/content/article/2008/10/07/AR2008100701214.html

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