Miele: il cibo degli dei sulla tua tavola

Per millenni è stato l’unico alimento zuccherino fruibile, dagli antichi greci era considerato il cibo degli dei, i sumeri lo impiegavano per la cosmesi, i babilonesi in cucina, gli indiani in medicina, gli stessi nostri antenati romani lo utilizzavano come dolcificante e per la preparazione di bevande e salse.

E’ il miele, alimento prodotto dalle api a partire dal nettare dei fiori o dalla melata delle piante; alimento alle volte poco utilizzato o trascurato nonostante le proprietà specifiche che per certi aspetti lo rendono preferibile ad altri dolcificanti.

Tecnicamente, come dolcificante, il miele ha un contenuto calorico più basso (304 Kcal per 100 grammi contro le 392 dello zucchero tradizionale e le 362 di quello di canna) ed apporta un maggior numero di sostanze particolarmente utili quali vitamine, sali minerali ed antibiotici naturali. Inoltre risulta più dolce  dello zucchero, il che permette di utilizzarne una minor quantità rispetto al dolcificante tradizionale per eccellenza.

Ne esistono tantissime varietà che si differenziano per colore, consistenza, sapore ed anche indicazioni d’uso e terapeutiche (naturali, ovviamente): il miele millefiori non presenta un ingrediente prevalente, quello liquido d’acacia è il più utilizzato come dolcificante, quelli di castagno e di eucalipto sono indicati per i leggeri raffreddamenti invernali, quelli di agrumi o di girasole paiono particolarmente pregiati, quello di tiglio ricco di polline naturale e così via per i restanti venti (circa) tipi.

Se parlo del miele, comunque, non è certo per raccontare quale preferisco o quanto ne consumo o per convincere qualcuno che “un cucchiaino al giorno leva il medico di torno”.

Esistono molti utilizzi del miele oltre alla classica funzione dolcificante sostitutiva e forse preferibile dello zucchero.

In cucina per esempio sono molteplici i suoi abbinamenti e non solo con altri cibi dolci (es. latte e miele); ottimo con la ricotta, il miele si esalta anche sul pecorino o con altri formaggi meno saporiti ed arrostiti, fino a scoprire ricette salate con il miele, come i maccheroni con mile e noci, una speciale crema di prosciutto o le frittatine di acciughe capperi e miele.

Provare per credere, tanto male non può fare.

Due però le avvertenze: che per via del potenziale utilizzo di concimi o antiparassitari chimici per la lavorazione delle piante da cui poi far ricavare il miele alle api è preferibile consumare prodotti italiani (che seguono una rigida legislazione) e che ”il mile non è adatto all’alimentazione dei lattanti di età inferiore ai dodici mesi” (citazione dall’etichetta).

Milena

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