Saviano nel mirino

Ancora una volta minacciato, Roberto Saviano, lo scrittore napoletano di Gomorra, una minaccia questa volta che fa tremare tutti, perché viene dal capo, il capo dei Casalesi, Francesco Schiavone. Il messaggero della notizia sembra essere un’agente di polizia giudiziaria, ma già ci si chiede come ha potuto, il cosiddetto Sandokan, venire a conoscenza dei progetti dei Casalesi. Come ha fatto dunque Schiavone, a cui è stato impedito di avere ogni tipo di contatti col suo vecchio clan, a conoscere le loro prossime azioni.

Il pm si dice preoccupato, il pentito è sempre stato attendibile, con le sue dichiarazioni in 15 anni di collaborazione sono stati arrestati e condannati numerosi esponenti del clan; oggi ad essere in pericolo addirittura non sarebbe soltanto lo scrittore, ma anche gli uomini della sua scorta e tutti i poliziotti, carabinieri e soldati che operano sul territorio. L’ipotesi è quella di un attentato che potrebbe avvenire con un carico d’esplosivo lungo l’autostrada, e il pm Del Gaudio afferma che i Casalesi sono assolutamente in grado di farlo.

Due ore di colloquio per Saviano, con il procuratore aggiunto Franco Roberti, coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), oggetto dell’incontro proprio queste rivelazioni, al termine dell’incontro Saviano però non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai giornalisti.

Gli inquirenti della Dda di Napoli stanno lavorando per verificare l’attendibilità delle minacce, Schiavone avrà sicuramente le sue fonti, ma visto il clima che si respira in tutto il napoletano è probabile anche che abbia tirato solo delle conclusioni, l’attentato a un simbolo della lotta alla camorra come Saviano non sarebbe affatto improbabile.

Una situazione che è sempre stata preoccupante, in tutta la Campania il governo ha rafforzato la presenza delle forze dell’ordine, maggiore sorveglianza sul territorio, limitazione dei movimenti dei soggetti pericolosi, obbligo del giubbotto antiproiettile a tutti gli uomini che lavorano in strada e tanti controlli.

Contro i Casalesi è stata vinta una battaglia, non la guerra.

FONTE ANSA

AMBROSIO MARIA

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